Nr.113 / 30 aprile 2026 

TICINO DOJO JOHO

Notizie e approfondimenti sul JUDO, a cura dell’ATJB

 

In questo numero una riflessione sul "ritorno dei mediomassimi" in Giappone, i risultati dei campionati europei di Tblisi e del torneo ranking di S.Gallo. Si trovano poi il quinto capitolo de "Le memorie di Saito" e la rubrica "I libri sul judo".

Indice di TDJ nr. 113:

  1. Il ritorno dei mediomassimi - Marco Frigerio
  2. I campionati d'Europa - Marco Frigerio
  3. Il torneo ranking di S.Gallo - Marco Frigerio
  4. Le memorie di Saito: capitolo 5 - Marco Frigerio
  5. I libri sul judo - Marco Frigerio
  6. Notizie in breve - Marco Frigerio

IL RITORNO DEI MEDIOMASSIMI

Goki Tajima e Seiko Watanabe (vedi fotografia a seguire) hanno vinto l'edizione 2026 della Coppa dell'Imperatore e della Coppa dell'Imperatrice.

Annualmente, in Giappone, si disputa nel mese di aprile il campionato nazionale OPEN. Tradizionalmente si tratta della competizione giapponese più importante che prevede una categoria unica senza riguardo al peso effettivo.

Per gli uomini la prima edizione ha avuto luogo nel 1930, per le donne nel 1986.

Yasuhiro Yamashita e Maki Tsukada (due pesi massimi) detengono il record per numero di vittorie: nove consecutive il primo dal 1977 al 1985, otto consecutive la seconda dal 2002 al 2009.

Come d'abitudine la competizione femminile ha luogo a Yokohama quella maschile a Tokyo.

 

La particolarità di questa edizione è stata la sconfitta dei pesi massimi, a beneficio di judoka più leggeri. Goki Tajima, già campione mondiale a -90 kg, in finale ha sconfitto Sanshiro Murao che pure combatte a -90 kg.

Seiko Watanabe è addirittura una combattente dei -63 kg. In finale ha superato Akiho Yonekawa che abitualmente combatte a -78 kg.

Da sempre il judo tradizionale afferma che il piccolo può sconfiggere il grande.

Nella realtà non si dispone di un numero infinito di esempi in cui ciò è capitato, tuttavia in qualche occasione vi sono stati pesi medi che hanno conquistato la Coppa dell'Imperatore e la Coppa dell'Imperatrice, dimostrando che ciò non è impossibile.

Questa edizione verrà ricordata per il ritorno dei pesi mediomassimi.

 


I CAMPIONATI D'EUROPA 

 

Si sono combattuti dal 16 al 19 aprile a Tblisi i campionati d'Europa 2026.

Presenti 46 nazioni per 400 judoka.

 

Cinque i combattenti svizzeri presenti.

Binta Ndiaye e April Fohou hanno ha ottenuto il bronzo.

La prima nei -57 kg, sconfitta unicamente nei quarti dalla serba Marica Perisic per yuko, la seconda nei -70 kg sconfitta dalla ungherese Szofi Ozbas che ha poi conquistato il titolo continentale..

Nulla di fatto invece per Aurelien Bonferroni a -81 kg, fermato per doppio waza-ari al primo turno dal russo Timur Arbuzov, per Gioa Vetterli sconfitta negli ottavi per ippon dalla spagnola Ai Tsunoda Roustant a -70 kg e per Daniel Eich settimo a -100 kg sconfitto al primo turno dei ripescaggi dal georgiano llia Sulamanidze per ippon di seoi-nage in ginocchio.

 

Guardando i risultati di questi campionati va indubbiamente evidenziata l'impresa del trentaquatrenne georgiano Lasha Shavdatuashvili che si è imposto a -73 kg. 

Shavdatuashvili ha al suo attivo il titolo olimpico 2012 e due medaglie ai giochi nel 2016 e 2021, sconfitto in entrambe le occasioni unicamente da Shohei Ono. Una carriera prolungata costellata da grandi successi quali il titolo mondiale 2021.

Nel palmares di questi camplionati a squadra georgiana è prima grazie anche alle vittorie di Ecaterini Liparteliani a -57 kg, Luka Maisuradze a -90 kg e Guram Tushishvili a +100 kg.

L'impresa non è riuscita invece a Giorgi Saradalashvili a -60kg, sconfitto in finale dal francese Luka Mkheidze, ed a Tato Grigalashivili nella finale a -81 kg è stato superato dal russo Timor Arbuzov (campione del mondo in carica). Arbuzov ha per altro dato dimostrazione di netta superiorità riuscendo ad eseguire nello spazio di due minuti ben tre tecniche classiche grazie alle quali ha ottenuto l'ippon.

 

L'ultimo giorno del torneo grandi soddisfazioni per ltalia che ha ottenuto due titoli continentali grazie alla campionessa olimpica e mondiale in carica Alice Bellandi a -78 kg (è la prima judoka italiana ad avere vinto i tre titoli citati) ed a Gennaro Pirelli che si è imposto a -100 kg superando in finale l'olandese Simeon Catharina.

 

Questi i campioni d'Europa 2026:

-60 kg Luka Mkheize FRA

-66 kg Murad Chopanov RUS

-73 kg Lasha Shavdatuashvili GEO

-81 kg Timur Arbuzov RUS

-90 kg Luka Maisuradze GEO

-100 kg Gennaro Pirelli ITA

+100 kg Guram Tushishvili GEO

 

-48 kg Shirine Boukli FEA

-52 kg Distria Krasniqi KOS

-57 kg Eteri Liparteliani GEO

-63 kg Joanne Van Lieshout NED

-70 kg Szofi Ozbas HUN

-78 kg Alice Bellandi ITA

+78 kg Raz Hershko ISR

 


IL TORNEO RANKING DI S.GALLO

 

Il torneo ranking 1000 di S.Gallo si è combattuto nel fine settimana del 25 e 26 aprile.

Presenti numerosi ticinesi. Oltre a judoka svizzeri si è notato una nutrita presenza di stranieri, tra questi alcuni combattenti irlandesi ciò che alle nostre latitudini è piuttosto inusuale.

 

Questi i risultati dei ticinesi.

 

Senior

5° Greta Castellani (JK Biasca) a -63 kg

 

U21

3° Clarissa Bernasconi (JB Bellinzona) a -48 kg

3° Chiara Ambrosini (JK Biasca) a -52 kg

 

U18

1° Elena Callegari (DYK Chiasso) - 70 kg

2° Elisa Algisi (JK Biasca) +70 kg

2° Illia Dmytrashyk (DYK Chiasso) - 50 kg

3° Oleksii Dmytrashyk (DYK Chiasso) - 50 kg

3° Christian Perosa (JB Bellinzona) - 81 kg

 

U15

3° Natan Weber (DYK Chiasso) -40 kg

 

U13

1° Clara Ricchiuti (DYK Chiasso) +48 kg

 

U11

3° Ken Morello (DYK Chiasso)

 


LE MEMORIE DI SAITO

 


Capitolo 5: “I miei primi campionati nazionali”

 

Terminato il liceo mi iscrissi alla Nagasaki Nihon University.

L’università era stata fondata nel 1949 raggruppando una serie di scuole superiori già presenti sul territorio.

Per due anni frequentai la facoltà dell’educazione.

L’insegnante di judo era l’anziano Katsuhiro. Di lui si diceva che in gioventù avesse frequentato il Bu Sen, la scuola professionale degli istruttori della Dai Nihon Butokukai di Kyoto. Aveva idee totalmente opposte a quelle di Shuzo. La loro rivalità era storica e risaliva a quando entrambi avevano concorso per il ruolo di insegnante all’università.

Katsuhiro riteneva che la pratica del judo dovesse andare oltre il combattimento. Senza forzarci invitava regolarmente noi allievi a leggere gli scritti di Jigoro Kano sul senso della disciplina.

Nei due anni di formazione ebbi così modo di leggere, per la prima volta, i principali scritti di Jigoro Kano. Non sempre mi risultavano di immediata comprensione. Il germe di un pensiero differente, per rapporto alle parole di Shuzo, tuttavia, iniziò a diffondersi. Pur avendo ben presente, a quel momento che prioritaria era la competizione, avevo iniziato a pormi delle domande sul reale senso della pratica del judo.

Avevo effettuato le prime esperienze di gara a tredici anni con la squadra delle scuole medie di Nagasaki.

Mensilmente avevamo occasione di esprimerci, partecipando ai tornei che all’epoca venivano indetti sull’isola di Kyushu nelle varie prefetture.

Il campionato scolastico delle medie durava un intero semestre.

Le competizioni erano un fatto naturale ed erano previste senza distinzione di peso. Come capita nel randori potevi ritrovare il leggero ma anche il peso massimo. A quell’epoca ci sembrava normale praticare e quindi combattere con tutti. Non era per altro detto che il più pesante fosse destinato a vincere sempre contro chi era più leggero. In ogni caso questo modo di combattere permetteva di superare ogni timore per l’avversario. 

Negli anni del liceo, complice l’impronta data da Shuzo, vincere era divenuto imperativo.

Le competizioni si erano ridotte ma l’intero programma di preparazione era studiato in funzione delle principali. In quegli anni mi ero specializzato nell’esecuzione di tecniche d’anca. Avevo anche appreso ad applicarle in combinazione, a partire da un primo attacco di gamba.

All’ultimo anno di liceo divenni campione del Kyushu, partecipai così alle mie prime finali del campionato nazionale che si disputavano ad Osaka. Alle finali fui fermato al secondo turno a seguito di una discutibile decisione arbitrale. Non protestai, al contrario di Shuzo che iniziò a sbraitare. Era totalmente inutile. I giudici conoscevano Shuzo; lo lasciarono fare sorridendo ironicamente per il suo “nuovo show”. Io mi concentrai sugli incontri di finale. Osservai così, non senza una certa ammirazione e invidia, un giovane del Kansai di nome Takero Maruyama. Doveva avere all’incirca la mia età. Vederlo combattere era uno spettacolo. Aveva una posizione perfetta, reazioni immediate e un innato senso dell’equilibrio. A guardarlo sembrava che combattere fosse la cosa più naturale del mondo.

Aveva vinto il suo primo campionato nazionale a sedici anni.

A quanto si diceva si era presentato alla competizione all’insaputa del padre che gestiva un piccolo dojo di provincia a Miyazu. Si era poi trasferito a Tokyo al centro nazionale. Takero incarnava le speranze della dirigenza federale: esprimeva un bel judo, eseguiva delle ottime tecniche, disponeva di un carattere energico ma rispettoso e disponibile al confronto.

Quell’anno vinse grazie ad una esecuzione perfetta di ouchi-gari. Io fui tra coloro che lo applaudirono, la bellezza del gesto era indiscutibile.

Allora non sapevo che due anni dopo ci saremmo ritrovati in finale.

 


I LIBRI SUL JUDO: petites histoires et anecdotes

 

Bernard Wirz, judoka vodese 6° dan, è l'autore di diversi libri che riflettono sul senso del judo e in generale delle arti marziali.

 

Ha pubblicato per le Edizioni Hagakure quattro libri intitolati "Petites histoires et anecdotes" nei quali raccoglie la sua esperienza e gli incontri avuti lungo il cammino.

Il primo di questi volumi pubblicato nel 2018 spiega che le storie raccontate sono degli omaggi ma anche il contrario perché "chi ha praticato per diverso tempo sa bene che conviene tacere ... ma chi ha praticato per molto tempo deve osare ed esprimersi senza timore."

Per cui ecco, senza nomi, il meglio e il peggio delle scuole di arti marziali vissute dall'autore.

 

Racconti che fanno sorride come quello del Maestro che si ritrova senza cintura nera al Kodokan, per il corso estivo di kata, o quello in cui colpisce con un pugno un professore inviato al dojo, si completano con racconti che fanno riflettere come la storia di Louis, vittima del padre, che apprende il judo per caso e arriva a difendersi "sistemando" per bene il suo aguzzino.

Una lettura simpatica e profonda "made in Swiss".


NOTIZIE IN BREVE

 

Sabato 18 aprile il Do Yu Kai Paradiso ha proposto una lezione / dimostrazione dei propri allievi diretta da Emanuele Vittori impreziosita dalla presenza del maestro Kazuhiro Mikami che ha anche proposto seoi-nage.

A seguire un rinfresco nel corso del quale il presidente Claudio Kocher ha ricordato la storia della associazione che festeggiava i 50 anni, Alcune fotografie del passato, scorrendo a video ne hanno ripercorso la storia. Tra i numerosi presenti anche Mario Bortolin, primo riferimento tecnico del JC Carona, società dalla quale il Do Yu Kai Paradiso discende.

 

 

Sabato 18 aprile a Bellinzona si sono tenuti i corsi tecnici di Tatsuto Shima, attuale responsabile del JK Losanna. Le lezioni sono state proposte nell'ambito dei festeggiamenti del 60esimo del JK Biasca, buona la partecipazione.

Domenica 19 aprile Shima ha tenuto la lezione per i giovani del club a Biasca, a seguire i festeggiamenti dell'importante traguardo ricordato dal presidente Fabrizio Roberti.

 

 

A Ordos (China) si sono combattuti i campionati asiatici.

Particolarità da segnalare, il fatto che erano presenti solamente due combattenti giapponesi.

Entrambe le judoka giapponesi si sono classificate al terzo posto.

Nel palmares spiccano i tre titoli ottenuti dalla Mongolia grazie a Anudari Jamsran (-48 kg), Nandin-Erdene  Myagmarsuren (-52 kg), Enkhriilen Lkhagvatogoo (-63 kg).

 

 

Sabato 2 maggio al dojo del DYK Chiasso è previsto l'allenamento degli U15.

Yoshyuki Hirano dirigerà il corso che prevede due fasce orarie per due allenamenti aperti a tutti al mattino, riservando al pomeriggio l'allenamento riservato agli iscritti alla selezione. 

09.00-10.15 allenamento per nati 2014/2016

10.30-12.00 allenamento per nati 2011/2014

13.15-14.45 allenamento riservato.

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