I CAMPIONATI DEL MONDO Dal 13 al 21 giugno a Budapest si sono svolti i campionati del mondo 2025. Prima giornata Assunta Scutto vince la categoria -48 kg. A ventitre anni la judoka di Napoli conquista il gradino più alto del podio. Un ippon di seoi-nage con il quale elimina la campionessa francese Shirine Bouckli e un ouchi-gari decisivo nella finale che la opponeva alla kazaka Abiba Abuzakynova sono stati i suoi biglietti da visita. Superiorità netta con una serie di ippon ben eseguiti. Ryuju Nagayama si impone a -60 kg. Percorso impegnativo per il ventinovenne giapponese che in finale ha superato il francese Romain Valadier Picard (campione d'Europa in carica) grazie a due waza-ari. Dopo il bronzo olimpico contestato (Nagayama venne penalizzato da un arbitraggio difettoso) e la vittoria al Grand Slam di Baku 2025, il titolo mondiale completa il palmares dieci anni dopo il titolo juniores. Seconda giornata Uta Abe si prende la sua rivincita e conquista meritatamente il quinto titolo mondiale. Il sorriso ha eliminato il ricordo del pianto a dirotto dei giochi di Parigi. Due ippon di seoi-nage eliminano le avversarie più agguerrite la tedesca Masha Ballhaus e, in finale la kosovara Distria Krasniqi. Il pubblico ungherese festeggia il sorprendente terzo posto della ventitrenne Roza Gyertyas Takeshi Takeota vince a -66 kg. Il numero due giapponese crea la sorpresa e si impone nella finale grazie ad un yuko di spazzata sul tajiko Nurali Emomali. Hifumi Abe, campione olimpico in carica, è costretto ad accontentarsi del terzo posto, sconfitto nei quarti dal tajiko Obid Dzhebov grazie ad un contraccolpo su attacco di uchi-mata. Terza giornata Eteri Liparteliani compie l'impresa e conquista il primo titolo mondiale femminile per la Georgia. In finale supera la giapponese Momo Tamaoki che aveva eliminato la francese Sarah Cysique per somma di ammonimenti e, nei primi turni, la svizzera Binta Ndiaye per ippon. Joan-Benjamin Gaba vince a -73 kg. Lo stile non è dei migliori ma ben poco si può dire quanto a convinzione e grinta. Dopo avere sconfitto per ippon al golden score lo svizzero Nils Stump nei turni preliminari, in finale ha supera il brasiliano Daniel Cargnin che nei quarti aveva avuto la meglio sul giapponese Tatsuki Ishihara giunto poi terzo a danno dell'italiano Manuel Lombardo. Quarta giornata Haruka Kaju vince a -63 kg. In finale la giapponese ha avuto la meglio sulla canadese Catherine Beauchemin-Pinard. In stagione la venticinquenne ha vinto il campionato asiatico e il Grand Slam di Parigi. Da notare il quinto posto ottenuto dalla già campionessa olimpica di Rio de Janeiro 2016 l'inossidable brasiliana Rafaela Silva (la judoka proveniente dalle favelas). Timur Arbuzov, ventenne russo, si impone a -81 kg sconfiggendo in finale al golden score il più volte campione del mondo georgiano Tato Grigalashvili. Nella categoria ha combattuto anche il doppio campione olimpico Takanori Nagase che però è stato fermato al primo turno, per somma di ammonimenti, dall'uzbeko Toijev. Agli attacchi ripetuti, anche se inconcludenti dell'uzbeko, Nagase non ha saputo opporre iniziative degne di nota. Sapersi fermare per tempo è uno dei precetti di Jigoro Kano; fa male vedere un grande come Nagase concludere così il torneo. Nulla di fatto per Aurelien Bonferroni fermato al primo turno dal georgiano Dvalashvili. Quinta giornata Shiho Tanaka vince a -70 kg sconfiggendo in finale la croata Lara Cvjetko. La campionessa in carica francese Margot Pinot, che ha eliminato la svizzera April Fohoud, non è andata oltre il settimo posto. Nulla di fatto anche per l'altra elvetica Gioia Vetterli fermata al primo turno dalla slovenna Schuster. Sanshiro Murao conquista il suo primo titolo individuale superando in finale il connazionale Goki Tajima vincitore nel 2024 grazie a tre shido. Il combattimento prometteva spettacolo ma lo scontro combattuto in "ai-yotsu" non ha permesso a nessuno dei due contendenti di realizzare una proiezione. Nelle precedenti sfide Murao aveva invece realizzato quattro begli ippon grazie ad attacchi di ouchi-gari e osoto-gari. Per ippon, in semifinale, si era anche sbarazzato del già campione del mondo georgiano Luka Maisuradze. Sesta giornata Alice Bellandi, campionessa olimpica in carica, conquista il suo primo titolo mondiale dopo 6 minuti di golden score opposta alla tedesca Anna Monta Olek. La sfida tra il seoi-nage in ginocchio dell'italiana e il maki-komi della potente ventiduenne tedesca, che in precedenza si era sbarazzata della giapponese Ikeda, si è conclusa con un hiza-guruma in contraccolpo. Matvey Kanikovskji si impone a -100 kg sul giapponese Dota Arai grazie ad un waza-ari di uchi-mata e immobilizzazione a seguire. In semifinale aveva superato il connazionale Adamian già campione del mondo 2023 che giungerà poi terzo. Nulla da fare per lo svizzero Daniel Eich eliminato al primo turno dal serbo Aleksandar Kukolji. Settima giornata Hayun Lee, coreana, vince a +78 kg sconfiggendo in finale, per somma di ammonimenti, la giapponese Mao Arai dopo che in semifinale aveva avuto la meglio (sempre grazie a tre shido) della francese Romane Dicko. Nulla di fatto per la campionessa olimpica brasiliana Beatriz Sousa sconfitta negli ottavi dalla croata Vukovic. Inal Tasoev si conferma il miglior peso massimo degli ultrimi anni. Teddy Riner, in tribuna, ringrazia ancora per la sua assenza (in quanto russo) ai giochi. Nei quarti Tasoev ha superato il connazionale Tamerlan Bashaev per yuko, in semifinale il tajiko Temur Rakhimov e in una finale all'ultimo respiro ricupera uno svantaggio e per waza-ari si impone sul potente georgiano Guram Tushishvili. Il giapponese Hyoga Ota si ferma agli ottavi sconfitto dal mongolo Batkhuyag. Il Giappone è salito sul podio in 12 delle 14 categorie in gara, vincendo 6 titoli individuali. Una impresa notevole. Tutte le combattenti giapponesi delle categorie femminili sono sul podio. Peccato per non avere portato un giovane nei -81 kg visto il risultato negativo ottenuto dal trentatrenne campione olimpico Nagase. Nulla di fatto anche per la categoria dei massimi, da anni il Giappone non riesce a sfornare un campione in grado di rinnovare i fasti del passato. Protagonisti di questa edizione i judoka russi (tre titoli) e le judoka italiane (due titoli). I judoka russi, assenti ai giochi di Parigi per ragioni politiche, sarebbero stati sicuramente protagonisti. Peccato che lo sport abbia dovuto, ancora una volta, chinare il capo alla politica. I campione del mondo: -60 kg R. Nagayama JPN -66 kg T. Takeota JPN -73 kg J. Gaba FRA -81 kg T. Arbuzov RUS -90 kg S. Murao JPN -100 kg M. Kanikovskij RUS +100 kg I. Tasoev RUS -48 kg A. Scutto ITA -52 kg U. Abe JPN -57 kg E. Liparteliani GEO -63 kg H. Kaju JPN -70 kg S. Tanaka JPN -78 kg A. Bellandi ITA +78 kg H. Lee KOR Ottavo giorno: Georgia vince la competizione a squadre mista. Giappone, sconfitto in semifinale per 4 a 2, è costretto ad accontentarsi del terzo posto. Decisivo per la vittoria dei georgiani il risultato dell'incontro tra Lasha Bekauri e Sanshiro Murao (-90 kg), ripetizione della finale olimpica di Parigi. Ed anche questa volta è stato il georgiano ad imporsi. Georgia è già stata campione del mondo a squadre maschile nel 2006, 2008 e 2013 allorquando la competizione non prevedeva squadre miste. Rinforzato negli ultimi anni il vivaio femminile i georgiani si confermano un paese in cui il judo - divenuto sport nazionale - è promosso con grande successo. In finale Georgia ha superato Corea del sud 4 a 1 mentre Germania ha superato Italia nella finalina per l'altro terzo posto. 1° Georgia 2° Corea del sud 3° Giappone e Germania |